Come riconoscere il legno di un mobile

Per riconoscere il legno di un mobile bastano due passaggi: verifica che sia massello e non impiallacciato o in MDF, poi osserva le venature dove la finitura è sottile o assente. I lati dei cassetti, la parte inferiore del piano e il retro di una gamba offrono quasi sempre un punto da fotografare senza rovinare il mobile.
Prima di tutto: è davvero legno massello?
Controlla uno spigolo. Nel massello le venature proseguono attorno all'angolo; nell'impiallacciato si vede un sottile strato superficiale su un supporto diverso, spesso separato da una linea. Se in un foro per vite vedi trucioli o una polvere marrone uniforme, il mobile è in truciolare o MDF: non c'è una specie legnosa da identificare.
Anche il peso dà un indizio. Per spostare una cassettiera in rovere massello servono due persone. La stessa cassettiera in MDF impiallacciato pesa ancora di più, mentre una in tamburato impiallacciato è sorprendentemente leggera.
Come leggere le venature sotto la finitura
La tinta cambia il colore, non la struttura. I pori aperti del rovere restano visibili sotto quasi ogni finitura: passando un'unghia sulla superficie, sentirai le linee delle venature. Acero e betulla rimangono lisci al tatto. Il noce conserva la sua tipica tonalità scura, leggermente violacea, anche sotto una vernice ambrata. Il mogano mostra striature che passano dal chiaro allo scuro quando cambi punto di osservazione.
I cinque legni più comuni nei mobili
La maggior parte dei mobili prodotti nell'ultimo secolo è fatta con poche essenze. Rovere: venature marcate, peso elevato e, nei pezzi più vecchi tagliati radialmente, caratteristiche specchiature. Noce: marrone cioccolato, venatura fine, comune nei mobili di metà Novecento. Acero: chiaro, liscio e resistente alle ammaccature, molto usato per i taglieri da macellaio. Ciliegio: marrone rossiccio caldo che si scurisce alla luce, con venatura fine e uniforme. Mogano: rossiccio, con venature intrecciate a nastro, comune nei mobili antichi e nelle riproduzioni.
Il pino è frequente nei vecchi mobili d'uso e in quelli rustici. Lo riconosci dai nodi, dalle ammaccature e dall'odore di resina all'interno dei cassetti.
Fotografa i punti in cui il legno è a vista
Le superfici che non si vedono di solito non vengono rifinite in fabbrica. Estrai un cassetto e fotografa un lato, oppure inquadra la parte inferiore del piano dove il legno è grezzo. Sono le superfici che LasWood riconosce meglio. La scheda della specie include anche durezza e consigli sulla finitura: proprio le informazioni che servono prima di restaurare o riparare il mobile.

Domande frequenti
Come distinguere l'impiallacciato dal legno massello?
Guarda lo spigolo: nell'impiallacciato si vede un sottile strato superficiale su un supporto diverso e le venature del piano non proseguono attorno all'angolo. Anche un disegno delle venature identico e ripetuto su più pannelli è un indizio.
Sapere di che legno è fatto un mobile cambia il modo di restaurarlo?
Sì. I legni a poro aperto come il rovere richiedono un turapori per ottenere una superficie liscia; il ciliegio può assorbire la tinta a chiazze senza un trattamento preliminare; per l'acero è spesso meglio usare un colorante anziché un mordente.


